Ventuno cultivar di Olivo in Puglia. Principali caratteristiche e diffusione

Ventuno cultivar di Olivo in Puglia. Principali caratteristiche e diffusione
17 ottobre 2018 Michele Spallino

Proseguiamo il nostro viaggio tra le regioni italiane maggiormente vocate alla produzione di oli di qualità e alle cultivar tipiche, l’immenso patrimonio italiano formato da circa 500 varietà di olive autoctone. Dopo la Sicilia facciamo doverosamente tappa in Puglia, la regione più importante in termini di entità delle superfici investite (360.000 ha), del numero di aziende interessate, oltre che per il volume ed il valore della produzione.

La Puglia può contare inoltre su ben 4 DOP, assegnate a 4 tipi di olio prodotti in altrettante zone della regione: Dauno, Terra di Bari, Colline di Brindisi, Terra D’ Otranto, a loro volta suddivise in undici sottozone, a seconda del territorio di produzione (vedi mappa).

Vi riportiamo la selezione delle 21 più diffuse cultivar, con un accento particolare sulle prime due (Ogliarola e Coratina), le più presenti e tra le più produttive.

 

  • Ogliarola (Barese, Garganica o Salentina)
    Probabilmente la varietà più diffusa, ma presente e caratteristica soprattutto nelle zone da cui prende il nome. Una pianta che si fa apprezzare per la notevole resistenza al freddo e la buona resa in olio, di qualità, questo, e dal sapore inteso e fruttato.
  • Coratina (sin. Racioppa)
    Cultivar molto diffusa, che produce un olio ricco in polifenoli e dal sapore peculiare, amaro piccante e fruttato intenso. Ottima la resa e la produttività.

 

  • Bambina di Gravina
  • Bella di Cerignola
  • Carolea
  • Cellina Barese
  • Cellina di Nardò
  • Cima di Bitonto
  • Cima di Mola
  • Ciliero
  • Cipressino
  • Leccese
  • Massafrese
  • Monopolese
  • Nasuta
  • Oliva Cerignola
  • Pizzuta
  • Peranzana (sin. Provenzale)
  • Rotondella
  • Sant’Agostino
  • Termite di Bitetto
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